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domenica 27 gennaio 2008

Giorno della Memoria













Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a casa
Il cibo caldo e i visi amici;
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì e per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza più forza per ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d' inverno
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi.
O vi si sfaccia la casa
La malattia vi impedisca
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi

Preludio al libro omonimo. Con questi versi presi in prestito, intendo difendere il senso della Storia contro ogni forma di negazionismo o revisionismo. Altro non aggiungo, se non silenzio e viscerale vergogna.

mercoledì 12 dicembre 2007

La ricette de li calgiunitte















Ninn'è de Natale la feste
se de li calciunitte
ne nnì pripire na bbella ceste.
Attacchete attorne a li fianche
na parnanza bianche,
pije la farine
ben dusate nghe lu misurine,
aggiustele nghi li mane
come se fusse na funtane,
mittece dentre d' oije nu bicchijre
e altrittante di nu vinelle liggire.
Ammischie tutte piane piane
fine a che manche
nu tucculette ci-armane.
Quande l' impaste è pronte,
facce na palla rotonde
e supre a lu spianatoije
allarghe la sfoije.
Passe e 'rpasse
lu stinnemasse
ma nge nu tocche dilicate
pe' n' arduce la paste tutte sframicate.
Se accorte si state
na lune s' ha furmate,
fine, liggire e trasparente
come nu vele d' argente.
Dentre a lu stipe, se ci l' artruve,
pije la sclucchijate d' uve
che t' ha rgalate zia Donate
quande si state ammalate.
Aijungece, se ti ci piace,
mandele, noce e ciucculate,
tutte ben tritate,
daje na bbona vucicate
e na liccatelle nge lu dite
p' assaggià se dolce à scite.
Dapù, nghe lu cucchiarine,
affilile a mucchijtte
pe furmà li calciunitte.
Calme calme apijghe la sfoije
si nin vu cumbinà nu 'mbroije
e taijele une une
nghe lu carruculucce
che j gire tonne tonne
e fa nu mirlittucce.
Dentre a la firsore,
mezz' a l' oije de live
falle sfrije,
sculele e asciughele,
jttece sopre na spulveratelle
de zucchere e cannelle
cuscì, come se fusse
na polvere di stelle,
e, leste leste
accumidile dentre a la ceste.
Pe' fa 'rscì bbone sta ricette
nin ti scurdà
ca atre cosi ci-a da mette,
certe 'ngrediente
che nin si comprene
e nin costene niente:
nu cuniccelle de fantasije,
na vrangatelle di puesije
na cantate mentre li frije
e tant' amore pe' la famije!

Tratto da "Na vulije" di Mara Seccia, Edizioni NoUbs

...e.... puntualmente, arrivata agli ultimi versi mi commuovo...

Ringrazio anche in questa sede, Bianca C. che pensò di deliziare un mio compleanno con questa, a dir poco, splendida raccolta di poesie in lingua dialettale, facendomi conoscere di persona Mara Seccia, nostra collega.

La consiglio anche a voi!!! Vi delizierete con "Li zambe di galline", "Lu tilifunine", "Dottò, vu li sapete!", "La holbe e l' uve" e tantissime altri quadretti...

giovedì 9 agosto 2007

L'estate invernale

Nevicava ed era agosto. Era un estate anomala.
Il vento soffiava tanto dentro il corpo esausto.
Le palme erano coperte di neve e il vento non si placava, immobile seduto cercavi di capire cosa era successo. Ti meravigliavi nel vedere il sole spegnersi fra le nuvole, e il ghiaccio coprire le tue gambe nude. Osservavi il mare alzarsi fino al cielo, ti raccoglievi cercando di conservare un poco del calore rimasto nel tuo corpo.
Era estate, ma avevi freddo.
E ti accorsi, che avevi bisogno solo di coprirti e di accendere un fuoco. Lo hai capito e lo hai fatto.
Chi ascoltava la gente dire che c'erano 40° non c'è la fatta.

mercoledì 4 luglio 2007

I figli


...sono i figli e le figlie della vita.
Attraverso di voi giungono, ma non da voi.

Voi li generate, ma non vi appartengono.

Affidategli tutto il vostro amore
ma non i vostri pensieri.

Potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime.
Esse abitano la casa del domani
che non vi sarà concesso di visionare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro,
ma non farli simili a voi.

La vita è una strada che sempre procede in avanti
e mai si ferma sul passato.

Voi siete gli archi da cui i figli,
sono stati lanciati come frecce vive...

Kahlil Gibran da "Il Profeta"

La citazionee scaturisce dai commenti al post "Cuore di mamma"

martedì 5 giugno 2007

OTTIMISMO


Lentamente

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"

piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle cose che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,

chi non si permette, almeno una volta nella vita,

di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,

chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna

o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore

del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento di una splendida felicità. (Pablo Neruda)

Inno alla vita
La vita è un' opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne una realtà.

La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, conservala.

La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.

La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, vivila.
La vita è una gioia, gustala.

La vita è una croce, abbracciala.

La vita è un’avventura, rischiala.

La vita è pace, costruiscila.

La vita è felicità, meritala.

La vita è vita, difendila.
(Madre Teresa di Calcutta)

Quando il tempo è nullo; quando le circostanze pianificano la mia vita anziché lasciarsene pianificare, vado a ristorarmi tra queti versi che condivido in un momento caotico che, a quanto leggo, sembra accomunarci.

lunedì 14 maggio 2007

Finchè c'è ombra c'è speranza

Attaccata al suolo, l'ombra striscia ovunque tu vada. Non parla, non ascolta ma si muove ed è viva. Come un pensiero fisso o un ideale, ti segue ovunque tu vada. Solo quando attraverserai una notte senza luna, l'ombra andrà via, ma tornerà al primo raggio di luce e continuerà a seguirti.
Compagna fedele, l'ombra si dipinge sui muri e sui tavolini dei bar mischiandosi a volte con altre ombre pur restando sempre unica. Quando il caldo è intenso e il sole brucia si cerca sempre l'ombra altrui per un pò di fresco. L'ombra ci fa sentire vivi, l'ideale ci fa sentire vivi, l'ombra scompare di notte, l'ideale nei momenti bui. L'ombra degli ideali non esiste, come non esiste la nostra ombra senza di noi.

venerdì 11 maggio 2007

Tempesta in basso mare

Invano cercavi di vedermi affondare,
abbandonato nel mar in tempesta dalla tua ipocrisia. Invano aspettavi la mia resa e stavi li con le braccia sul petto e con un sorriso mentre
la roccia li davanti mi aspettava violentemente.
E tornerai a casa dopo aver visto sparire la nave.
Un bel viaggio mi hai organizzato ma non saprai mai che cosi facendo mi hai salvato e ti sei condannata.