lunedì 13 ottobre 2008

Poverty no Brasil ainda?

Non seguo da tempo la cartaccia stampata italiana, non so se la notizia è comparsa anche in Italia. A largo di Santos (Brasile) è stato scoperto un giacimento ricchissimo di petrolio. Talmente produttivo che nel prossimo anno, il Paese sudamericano entrerà nell'elite dei Paesi produttori (ed esportatori) di petrolio.
In Brasile, ma anche in Argentina, si domanda se la notevole ricchezza sarà ripartita anche fra i poveri delle favelas brasiliane. Le azioni della Petrobras sono al 40% possedute da stranieri. Petrobras, che è un'azienda con un capitale già enorme, è stata definita come l'azienda che possiede il Brasile! Ovvero : O Brasil è da Petrobras. Pronta è stata la risposta del presidente Lula, che ha invertito i termini: Petrobras è do Brasil. Ci sarà la nazionalizzazione della compagnia, come in Venezuela?
La povera gente beneficerà di questa immensa richezza, o tutto andrà nelle tasche dei soliti noti?
Ci sono state le amministrative in Brasile (primo turno, 4 ottobre), le favelas di Rio (e alcune città del nord) sono state occupate dall'esercito per garantire un pò di democrazia. I narcotrafficanti hanno fatto trovare le favelas linde e tranquille. L'esercito è stato accusato di scendere a patti con i delinquenti. Cosa accadrà quando arriverà questa colata di oro nero?
Arriverà un pò di giustizia sociale e economica? Un pò di tranquillità?
I brasiliani pensano che con questa scoperta, un futuro migliore si avvicina, anche se non ci credono tanto. E' questo che invidio moltissimo a loro, la vista di un futuro migliore...anche se impossibile, anche se lontano...lo aspettano.
Sinceramente qui, io mi aspetto sempre il peggio. Con l'aggravante che è quasi certo.

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