A volte, quando ho un po' di tempo libero, mi metto a curiosare sulla stampa straniera, dal Times al Le figaro passando per il New York Times ed altri ancora, per .... "udire altre campane" ; sinceramente della stampa nazionale diffido da molti anni, per non parlare della televisione, dove in certi TG le notizie sono un dettaglio mentre il condimento della notizia è degno del migliore "avanspettacolo". L'ultima conferma l'ho avuta in occasione degli scontri accaduti (palesemente provocati) a Piazza Navona lo scorso mercoledi 29 durante la manifestazione studentesca, dove decine di telecamere hanno ripreso chiaramente quel che è accaduto (sulla rete ne circolano a decine), eppure si son dette ancora una volta notizie "condite" a proprio gusto e orientamento; del resto anche in Parlamento chi ha riferito i fatti non ha certo brillato per obiettività. Leggendo come il giornale francese Le figarò da risalto e spazio alle manifestazioni studentesche di questi giorni mi ha fatto riflettere come il nostro bel paese rotoli..... Les Italiens dénoncent la réforme scolaire
Sinceramente sono rimasto sorpreso (forse anche qualcun'altro) dalle manifestazioni studentesche, dalle masse che in tutte le città italiane si sono mobilitate; da tempo avevo la forte sensazione che le nostre coscienze erano irrimediabilmente drogate e /o dopate e che nonostante le nefandezze che tutti i giorni sopportiamo, la rassegnazione stile peones mexicani imperasse senza ostacoli (anche in questo blog vedo un certo torpore). Ed invece dai giovani, che tutti giorni critichiamo e condanniamo senza appello, abbiamo avuto una bella lezione di democrazia, ed è naturale che la politica cerchi di "bagnarci il pane", chi per strumentalizzare, chi per dare un colore politico a qualcosa di un tantino più alto......
...... Sfogliando il prestigioso Times sono rimasto sorpreso di vedere un ampio articolo che parlava di investimenti immobiliari in Abruzzo, dove ormai da tempo è iniziato un movimento immobiliare con i sudditi di Sua Maestà The Quenn, che a decine acquistano proprietà da restaurare in tutto l'Abruzzo interno (quello rimasto autentico e non deturpato) vedi link: Buying property in Italy's Abruzzo region. Per gli inglesi siamo una interessante opportunità a basso costo e questo grazie alla conservazione ( per puro miracolo) delle nostre bellezze naturali, urbanistiche e tradizionali delle nostre zone interne, dove l'emigrazione di massa e l'abbandono hanno evitato scempi come per le zone costiere.
Rotoliamo amici sbloggati, rotoliamo tristemente verso sud....
..... magari un giorno torneremo ad essere una nazione dove se due giovani si innamorano possono almeno sognare!!!!
sabato 1 novembre 2008
Rotolando verso sud......
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epursimuove
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mercoledì 22 agosto 2007
Docenti decenti

Non pensate che le ferie mi facciano l'effetto contrario di farmi tornare polemico e provocatore anziché rilassato: il fatto è che quando sono in vacanza ho maggiori possibilità di seguire ciò che avviene (e che magari non mi riguarda direttamente) e di rifletterci su.
Premetto inoltre (soprattutto per Graziana) che non ho nulla contro gli insegnanti; anzi: sono convinto che svolgono uno dei lavori, o meglio: missioni, più importanti nella nostra società.
Proprio per questo motivo, quindi, mi preoccupa l'attuale situazione dell'insegnamento.
Anche perché come al solito nel nostro (Bel?) Paese si scambiano le cause con gli effetti e perciò le decisioni che si prendono per correggere i difetti non fanno altro che peggiorarli.
Durante l'ultima campagna elettorale, per esempio, ho sentito diversi leader politici andare a caccia di voti affermando che bisognava aumentare gli stipendi degli insegnanti per ridar dignità ad una classe di lavoratori afflitta peraltro da un diffuso precariato.
Queste sparate propagandistiche mi hanno fatto sorridere (amaramente) e capire quanto questi nostri governanti sono distanti dalla vita della gente comune. Negli ultimi anni, infatti, in seguito all'istituzione delle SSIS (Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario) c'è stata una notevole infornata di docenti di ruolo nelle scuole italiane: conosco molti trentenni che, stufi del volontariato, degli stage, del vero precariato e di inviare nel vuoto i loro curriculum, hanno smesso di inseguire la loro vocazione e il lavoro per il quale hanno studiato e che desideravano (da biologo, bibliotecario, progettista/ricercatore, addetto ai beni culturali, commercialista, avvocato, ...) e si sono "rassegnati" a diventare insegnanti. Se chiedete il motivo della loro scelta rispondono che non avrebbero mai voluto fare i docenti (e infatti sono insegnanti demotivati) ma non hanno trovato nient'altro che garantisca loro uno stipendio fisso ("nemmeno tanto basso") e la possibilità di "sistemarsi" e di non fare il "missionario" a vita.
Ma allora qual è il problema?
Di recente ho visto un servizio sulle tanto stimate scuole britanniche, sempre citate come esempio virtuoso nel mondo dell'istruzione (per non parlare di quelle scandinave, così lontane dal nostro mondo da essere addirittura incomprensibili...).
Riassumendo, si può dire che i livelli eccelsi raggiunti da questi istituti si spiegano con la meritocrazia che fa sì che vengano gratificate le strutture e le persone meritevoli e "punite" (economicamente) quelle che non raggiungono un livello sufficiente. In questo modo si ottengono scuole efficienti e personale molto ben retribuito.
Noi preferiamo massificare e buttare tutti nello stesso calderone ribollente di frustrazioni: sia i perfetti modelli di "impiegato statale" (nel senso peggiore del termine che tutti conosciamo), sia gli insegnanti che amano la loro professione e tentano ogni giorno tra mille difficoltà di trasferire la loro passione ai giovani allievi (ne ho avuti diversi di professori di questa pasta e non finirò mai di ringraziarli!).
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Fame di fama
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giovedì 10 maggio 2007
Classe turistica

Normalmente non mi piace riportare nel blog articoli letti altrove. In genere ne propongo le mie rielaborazioni personali e quindi l'articolo di partenza costituisce giusto uno spunto di riflessione.
In questo caso, però, l'articolo in questione è così denso d'informazioni, così diretto e aderente al mio (nostro?) modo di pensare sull'argomento che non posso fare a meno di citarlo letteralmente e proporlo alla vostra attenzione.
L'autore è Beppe Severgnini, uno dei (pochi) giornalisti che seguo con reale interesse: qualunquista quanto vi pare (nel senso che spesso cavalca l'onda facile dell'indignazione popolare), furbo se vogliamo (perché con il suo stile accattivante sa far passare affermazioni altrimenti discutibili), ma sempre incisivo senza essere pesante.
L'articolo l'ho letto sul Corriere della Sera, ma è consultabile (e commentabile) liberamente (e gratuitamente) sul suo forum "Italians", senza dover necessariamente acquistare il quotidiano (cosa rara a trovarsi tra altri editorialisti...):
"... quest'Italia rabberciata vuole rilanciarsi come superpotenza turistica. Su Qui Touring Roberto Ruozi, presidente del Tci, ricorda che la ristrutturazione del disastrato Enit (Ente Nazionale Italiano Turismo) s'è già impegolata nei ricorsi di alcune regioni alla Consulta; che il nuovo, costoso portale www.italia.it è stato criticato e deriso; che l'associazione mondiale delle imprese turistiche ha declassato l'Italia all'82° posto per il contributo del turismo all'economia nazionale, e al 173° posto (su 176 Paesi) per le prospettive di crescita nel settore.
Aggiungo un dato fornitomi dall'Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche): solo il 41% delle strutture ricettive in Italia offre la possibilità di collegarsi a internet; di queste, solo metà offre la connessione dalla camera. In sostanza, solo una stanza d'albergo su cinque è connessa a internet. Questo nel XXI secolo, in un Paese senza materie prime e quasi privo di grandi industrie, che punta - giustamente - a diventare una superpotenza turistica.
E' importante? Ma no. Sta per arrivare l'estate, pensiamo a divertirci."
Fornisco il link all'articolo completo per chi si fosse incuriosito.
Come avete visto, tocca molti punti che abbiamo dibattuto sul nostro blog, a tal punto da lasciarmi senza ulteriori commenti.
Il turismo è una questione di classe... turistica nel nostro caso.
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Fame di fama
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martedì 10 aprile 2007
Mezzi pubblici, interi disservizi
Torno sul post di fraNcesco riguardante l'incidente subito (per il quale gli rinnovo il mio dispiacere e la mia vicinanza).
Ha introdotto un tema sul quale da tempo volevo scrivere: l'uso dei mezzi pubblici.
Sono stato a lungo un frequentatore abbastanza assiduo di autobus, pullman e treni. Ora non li prendo quasi mai e quando sono costretto a servirmene ne rimango sempre deluso.
Un paio d'anni fa rimasi anch'io appiedato perché la mia auto decise di prendersi delle ferie per andare in una "beauty-farm". Per più di una settimana usai i mezzi pubblici per andare a lavorare.
Mi sarebbe piaciuto trasformare una piccola disavventura in una buona abitudine.
Le premesse, d'altronde, c'erano tutte se si pensa ai vantaggi che, sulla carta, l'uso dei mezzi pubblici offre.
Innanzitutto, soddisfa la coscienza sociale, semplicemente riflettendo sul fatto che per ogni persona che si reca al lavoro c'è un'auto in più che circola (e inquina) sulle strade. E poi c'è tutta una serie di cose positive che, sempre sulla carta, si possono avere solo lasciando l'auto a casa, come ad esempio il fatto di poter leggere mentre il tuo bel mezzo pubblico ti porta a destinazione, o chiacchierare con i compagni di viaggio, o semplicemente ascoltare (anche se non è molto educato!) conversazioni delle persone più disparate per conoscere anche situazioni e punti di vista diversi dai nostri...
Purtroppo tutto ciò è mera utopia.
Tanto per cominciare, nella nostra piccola (ma nemmeno tanto) realtà, gli autobus verso la zona industriale sono pochi e poco frequenti e ciò comporta il dover uscire di casa un'ora prima e rincasare con un'ora di ritardo.
Le linee più frequentate, invece, sono sovraffollate e si vedono ancora scene fantozziane con persone, spesso anziane, che s'affannano per salire e scendere dal mezzo. I litigi sono all'ordine del giorno e la pulizia e la civiltà albergano altrove.
Un'altra cosa che si nota è che la maggior parte dei frequentatori sono anziani ed extra-comunitari, più in generale solo coloro che sono costretti ad usare l'autobus perché non hanno l'alternativa del mezzo privato.
La domanda di chiusura è allora: i mezzi pubblici non funzionano perché siamo noi a non volerli, perché non ne abbiamo la cultura, perché ci vergogniamo a prenderli o viceversa non li usiamo perché non funzionano?
In attesa di trovare una risposta, continuo a pensare che abbiamo mezzi pubblici, ma interi disservizi.
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Fame di fama
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sabato 24 febbraio 2007
ENOUGH IS ENOUGH
Stamani leggevo qualcosa sul Times e ho letto questo commento di un lettore inglese sulla crisi di governo italiana: "I think it is time for the European democracies, with the British included, to awake up and say no to the imperialistic attitude of the US in terms of military bases and so so-called 'war on terror'. I am getting really tired of that fallacy. We should must stand and say enough is enough. No more American 'directorship'. Lets stop the expansion of the American military bases, which are used as a tool to invade other countries to spread 'democracy'. If there was an American flag in every nation I believe the world would be so boring. The Italian opposition, regardless its own political goals in mind, did the right thing...America? No thank you... go away... go back home and leave the rest of the world alone"...!!!
Daniel, Oxford, UK
Interessante pensiero di un signore britannico sugli USA, che merita una riflessione.
Un particolare che ha del grottesco, lui crede che in Italia, in questi giorni: "America Go back home" sia stata l'opposizione a dirlo, mentre invece è una parte della maggioranza.
Siamo proprio pittoreschi!!
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epursimuove
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giovedì 22 febbraio 2007
La Commedia dell'arte a teatro?...no al Senato!!
Prodi quits after pro-US policies cause defeat Sono incazzato nero!!!
Dopo quasi dieci anni la storia si ripete, nello stesso modo.
Come se in tutti questi anni non fosse accaduto nulla.
Noi qui impotenti ad assistere a delle rappresentazioni teatrali, onorevoli degne maschere goldoniane o della Commedia dell'arte.
Sanno solo farci fare figuracce internazionali,(Vedi foto ed articolo in prima pagina sul Times con commenti imbarazzanti) se ne fregano che sono lì a rappresentarci ed a pensare agl'interessi del popolo che li ha votati, e a salvaguardare valori e beni comuni a tutti gli italiani.
E allora andate a ca .... tutti!!!
Così come in tanti cominciano a cancellare il football dalle proprie passioni (personalmente non ci spendo un cent. neanche se mi fucilano) e ora che si faccia qualcosa anche per questi personaggi che hanno davvero stufato!!!
Forse cominciano a stancare anche gli alleati Europei, che dopo le risate di carnevale che si saranno fatti tra ieri e oggi, mi auguro che comincino ad incazzarsi anche loro e...
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epursimuove
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