lunedì 23 aprile 2007

Soli che non sono soli

Sto facendo un minestrone.
La pentola si trova nella mia testa e dentro ci sono parecchi ingredienti: alcuni dolci, altri più aspri, ma tutti
comunque succulenti, tutti che mi mettono una voglia matta d'affondarci i denti.

Leggo delle incredibili avventure senegalesi dello Spoltorese e resto spiazzato rendendomi conto di quanto siano alti i confini mentali che ci costruiamo per impedirci di vedere ciò a cui non vogliamo neppure pensare.
Questi altissimi muri artificiali si sgretolano dolorosamente e in silenzio appena qualcuno ci costringe a mettere il naso al di là del muro...

Colgo la voglia di fraNcesco di capire e spiegarsi le contraddizioni brasiliane, strette tra estrema passionalità ed eterna rassegnazione.

Gusto il rapporto che Epursimuove ha instaurato con il mare e le forze della natura in generale: è bravissimo nel suo intento di trasferircelo, ma noto che i suoi legami più intimi e profondi rimarranno sempre suoi, com'è giusto che sia.

Vivo un'esperienza diversa dal solito che mi fa incontrare molte persone (un gruppo, è più corretto dire).
E' un'esperienza breve: meno di tre giorni immersi nella natura e, soprattutto, nello stupore della scoperta.
Scopro che siamo tanti soli.
Abbiamo tutti il nostro sistema-orticello che ci orbita intorno composto da famiglia, lavoro, solita cerchia d'amici.
Ma come gli astri che sono legati a formare le galassie, anche noi abbiamo bisogno di trovare altri soli.
Sentiamo la necessità di non farci ingabbiare dal tran-tran quotidiano, di scambiare momenti di vita con chi non appartiene al nostro sistema ma che è simile a noi.

Siamo soli, ma non siamo fatti per star soli.

2 commenti:

Carlo lo spoltorese ha detto...

Cuba 20/10/1998
parlando in spiaggia con un vecchio anzi vecchissimo musicista cubano mi disse:
"Carlito, la solitudine è la mammella del saggio"

Non sò se sia giusto o meno credo pero che:

E' giusto costruire in compagnia, è giusto divertirsi in compagnia, è giusto piangere in compagnia.

è giusto esser stati creati per non essere soli ma...........

riflettere, pensare, guardare , abbandonarsi ai propri sogni da soli su di uno scoglio o in vetta ad una montagna è un:
diritto,
dovere, ed un piacere che tutti dovrebbere esercitare almeno una volta a settimana.

Fame di fama ha detto...

Caro Spoltorese, ammiro la tua sintesi che ha spiegato molto più direttamente la metafora dei soli che non possono star soli.

Sì, abbiamo tutti bisogno di crearci e alimentare il nostro piccolo sistema solare così come poi abbiamo bisogno di mostrarlo e condividerlo con altri...